martedì 27 aprile 2010

lezione del 23/04: tortello di frolla con ripieno all'albicocca




dopo 4 ore di tarantino, una pausa pranzo che mi ha visto tentare vanamente la fortuna con il gratta&vinci e le prime 2 ore e mezza di alfonso, quando ormai tutti disperavamo di poterci rifocillare, questa simpatica merenda da macchinetta ha deliziato il mio palato durante la pausa della seconda lezione di informatica applicata al giornalismo. un giorno potrò dire "io c'ero! e ho le prove!". 

il professore alfonso si è presentato in aula con la (consueta) eleganza, che sa sfoggiare in ogni occasione, perfino quando nelle ultime settimane si è trovato di sovente (ahimè) a festeggiare con la (consueta) sobrietà i goal della sampdoria, prossima alla conquista della qualificazione alla champions league (beccati 'sta gufata). a sinistra, potete ammirare il prof. nella sua tipica "esultanza alla amatriciana". 

 



dovete inoltre sapere che fin dalla prima lezione il professore ha millantato una presunta militanza, a metà degli anni '80, tra le fila della stessa sampdoria, e ci ha portato a testimonianza di queste sue dubbie affermazioni una figurina del glorioso "album panini" che potete vedere a destra.

in realtà è difficile dare credito a tali affermazioni, quando è chiaro a tutti che si tratta di  un banale fotomontaggio. ma, pur con le sue (simpatiche) manie sampdoriane, ce lo teniamo: del resto, le tasse bisogna pagarle, no?  


passiamo dunque al momento-serietà (?), andando ad affrontare l'argomento di questa seconda lezione, ovvero: 

LE FONDAMENTALI DIFFERENZE TRA GIORNALISMO CARTACEO E DIGITALE

negli ultimi anni la tecnologia legata al mondo dell'editoria ha fatto passi da gigante grazie alla digitalizzazione dell'informazione. non esiste più alcuna attività editoriale senza l'ausilio della tecnologia digitale. dall'impaginazione all'invio di dati e files, dalla distribuzione dei giornali nelle edicole alla fornitura di carta, la tecnologia digitale è ormai onnipresente e abbrevia enormemente i tempi di fruizione della notizia.
anche quelli che comunemente vengono intesi come svantaggi dovuti alla tecnologia, possono in realtà rivelare chiavi di lettura diverse e/o particolari. la "sovrabbondanza di notizie", ad esempio, se da un lato si tramuta nel rischio per il navigatore di immagazzinare dati inautentici o superflui, dall'altro lato è moderata dal fatto che le notizie sono di sovente replicate e quindi perlopiù simili. un esempio lampante lo costituisce google news, attraverso il quale è possibile constatare facilmente come le notizie diffuse dalle agenzie di stampa siano praticamente identiche. altro esempio è costituito da italianews, un sito-contenitore che "raccoglie" le news di ben 10 quotidiani, il cui elenco è visibile nella foto qui a destra. google news e italianews sono due aggregatori, ovvero pagine web che, per l'appunto, consentono l'accesso a più quotidiani online.
un altro presunto "svantaggio tecnologico" consiste nella possibilità di incappare nelle così dette "bufale": in questo caso è l'utente a dover perfezionare una capacità selettiva delle notizie diffuse. l'utente, infatti, è il vero "controllore" del web, a differenza di quanto accade con un giornale stampato. sulla rete non esiste una mediazione delle notizie, che a causa della velocità di trasmissione non vengono verificate nè approvate. questo meccanismo aggrava il compito di controllo dell'utente, che attraverso le proprie personali ricerche può certificare la veridicità di una notizia: si tratta di una possibilità impensabile fino a dieci anni fa, quando il monopolio della notizia esercitato dalla televisione e dal giornale cartaceo impediva qualunque tipo di riscontro. la rete non può "ingannare": in rete si può scoprire chi mente o copia e selezionare personalmente le proprie fonti. 
la qualità delle informazioni si incrocia con la quantità del tempo a disposizione per trovarle. l'utente compie un'operazione di vero e proprio editing, sceglie quanto e quando sapere, e può decidere di indirizzare le proprie conoscenze in base al riscontro sociale che esse ottengono.
è difficile, dunque, essere giornalista nell'era digitale: quale che sia la portata di un suo intervento, risulterebbe superato dopo breve tempo. un giornalista digitale deve innanzitutto essere dotato di capacità di sintesi. ovviamente non si tratta della sintesi estrema cui è arrivato il linguaggio digitale degli sms (e talvolta delle e-mail), un linguaggio che negli anni ha sviluppato un vero e proprio vocabolario fatto di acronimi, abbreviazioni, parole prive di vocali, ecc. la "sintesi on web" implica una grande conoscenza dell'argomento compendiato per poterlo trattare con competenza in uno spazio breve. a contorno dell'articolo di base viene enucleata una serie di approfondimenti, anche lunghi e complessi, attraverso la logica del multitasking: il navigatore può seguire una traccia personalizzata di "briciole di pane" (breadcrumps), ossia una catena multimediale (foto, audio, video) che permette al navigatore di accedere a nuove informazioni sullo stesso argomento o su argomenti correlati.
la sintesi invece non viene richiesta nel giornalismo tradizionale. il giornalista cartaceo deve rispettare tempi che sono comunque più lunghi rispetto al giornalismo online. sul web infatti tutto si gioca sulla velocità, sull'immediatezza. la corsa contro il tempo induce spesso i siti di informazione a limitarsi a un mero "copia&incolla" delle note-stampa o delle agenzie di stampa. le informazioni diventano un rimpasto privo di modifiche (o con pochi interventi) di notizie lanciate da qualche altro sito. non c'è tempo per l'interpretazione, l'analisi o la verifica, ma solo per il lancio delle notizie.
fondamentale in questo ambito diventa il ruolo dei redattori di desk, che si occupano della lettura dei lanci di agenzia, dei comunicati, delle note. tuttavia, mentre il redattore cartaceo ha tutto il tempo di selezionare e rivedere le notizie, il redattore online si converte in una sorta di "postino tecnologico", che trasporta e invia le notizie senza alcun controllo. e la notizia, vera o falsa che sia, emendata o meno dei suoi errori, viaggia attraverso la rete ad altissima velocità, rimbalzata da un sito all'altro: è la logica del mercato dell'informazione, una logica concorrenziale e competitiva che non lascia spazio all'approfondimento. la velocità, dunque, condiziona anche la sintesi: essa diventa un "non dire niente, non aggiungere", si trasforma in astensione dal commento critico e favorisce la diffusione della pratica del "copia&incolla" (fino al rischio della violazione della legge del copyright, com'è nel caso del blog masterworld
la tendenza generale va verso le breaking news, le notizie-flash in tempo reale, che non vengono commentate nè ampliate, almeno in prima istanza. lo testimonia la convergenza grafica, stilistica e tematica dei siti delle agenzie di stampa e di quelli dei quotidiani, che sono diventati pressochè indistinguibili: il formato delle breaking news è ormai prevalente in entrambi i casi.
la meta finale di questo percorso è lo sviluppo crescente non di forme di scrittura online ma di forme tecniche di velocità di trasmissione.

[posterò a breve il materiale video]


durante le lezioni del professore alfonso, l'aula è sempre gremita in ogni ordine di posto.


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3 commenti:

accursio venezia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
accursio venezia ha detto...

Gasperino!!! Anche io voglio comparire in una bella figurina panini o magari con la maglia da ciclista, visto che mi è scoppiata la passione per le due ruote!

il mahatma ha detto...

devi lavorare di gimp o di photoshop :D

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