giovedì 20 maggio 2010

ah, google, comu ti sacciu!

google non cambia mai...
sono anni che in tutto il mondo le vengono intentate cause per violazioni di ogni genere, riguardanti la privacy, il copyright, la pubblicità, ecc... come ha detto il prof., "google non rappresenta certamente il male assoluto". tuttavia, la tensione verso il monopolio digitale e la politica aggressiva di approccio all'utenza hanno attirato feroci critiche e scatenato miriadi di polemiche, al punto che i tribunali (nazionali e non) sono stati più volte teatro di giudizi e sentenze che hanno limitato gli "eccessi" di google.

MONOPOLIO NELLA WEB SEARCH: 
l'applicazione "motore di ricerca" di google ha ormai guadagnato un monopolio incontrastato. la classifica 2009 dei motori di ricerca utilizzati negli stati uniti è eloquente: gli utenti americani hanno effettuato su google quasi sette milioni di miliardi di ricerche, ovvero il 64,6% del totale. seguono, staccatissimi, yahoo! (1.726.060 milioni di miliardi, ovvero il 16% del totale) e msn/bing (1.156.415, 10,7%). 
in italia, se possibile, la supremazia di google è ancora più schiacciante. secondo una ricerca  del 2008 (è la ricerca più recente che sono riuscito a trovare) effettuata dall'azienda sems, specializzata nel search engine marketing, in italia gli utenti che usavano google erano l'86%, seguiti da un 5% che usava virgilio, un 4% yahoo.it, un 3% libero.it/arianna. 88%, invece, è l'impressionante percentuale degli italiani che nel 2008 ha effettuato un acquisto online solo dopo aver consultato google sul prodotto da acquistare. 

VIOLAZIONI DEL DIRITTO DI AUTORE: 
un tribunale tedesco ha condannato google per aver usato immagini coperte da copyright. 
negli stati uniti google ha dovuto affrontare una class action, raggiungendo con gli editori un accordo per 125 milioni di dollari. il vulnus del contendere era rappresentato da google books, un'applicazione che mette a disposizione online migliaia di testi (gratuiti) protetti da copyright.

MONOPOLIO PUBBLICITARIO: 
in italia google italia ha violato per anni le norme sulla libera concorrenza pubblicitaria. in seguito ad una denuncia della fieg, il garante dell'antitrust ha aperto un'istruttoria al termine della quale la multinazionale californiana è stata cotretta a rivelare "la percentuale di guadagni dei suoi affiliati al suo programma di inserzioni pubblicitarie". inoltre, per tre anni il motore di ricerca "dovrà restare separato dall'aggregatore di notizie". questo per evitare che google indirizzi la pubblicità sulla base delle ricerche degli utenti (attraverso i cookies google può tracciare le profilature degli utenti) .

VIOLAZIONI DELLA PRIVACY:
sotto accusa soprattutto google buzz e street view. il primo, ha collegato le mail personali degli utenti riunendole in un vero e proprio social network, nel quale i dati privati sono facilmente accessibili. la seconda applicazione ha invece registrato e conservato dati personali, sia "fisici" (ad esempio i numeri di targa) sia wi-fi. 




  a sinistra, la sobria telecamera che registra le immagini per street view.



a destra, un'auto sulla quale è installata la telecamera adibita alla registrazione delle immagini per street view. l'auto gira per la città e vi inquadra pure dove non batte il sole:


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