sabato 12 giugno 2010

4/06, the blue lesson: intranet e le sue mirabilia

finora ho sempre cercato di conferire ai miei post la capacità di "comunicare" qualcosa, senza limitarmi semplicemente ad "informare",  a trasmettere dei dati. è una cosa in cui spero di essere riuscito e che il prof. alfonso (e non solo lui) ci ha giustamente rimproverato di non aver mai tentato fino in fondo di realizzare. io non so cosa farò dopo, se riuscirò nel mio progetto di "vivere della mia scrittura". qualcuno prima o poi mi dirà se ne possiedo le qualità e le capacità. per adesso, contrariamente a quanto ho sempre cercato di fare, a volte riuscendovi a volte no (giudicherà il lettore), a causa dell'estiva stanchezza di questi giorni mi limiterò a una mera "informazione" sui contenuti dell'ultima lezione. il post sarà dunque privo di immagini e colori. probabilmente così sarà perfino più interessante degli altri. 
a voi:

intranet è una rete ad accesso regolato, progettata per la gestione e lo scambio di informazioni all'interno di un'organizzazione e sviluppata sulla base delle tecnologie internet. in che senso "ad accesso regolato"? nel senso che generalmente fa parte della struttura di un'azienda (pubblica o privata) o di un'istituzione (anche i ministeri, ad esempio, hanno la loro rete intranet) e ha come scopo quello di consentire la condivisione delle risorse e delle informazioni tra tutti i collaboratori interni e i dipendenti, che dispongono di un accesso (e dunque di un username e di una password). 
diversi sono gli utilizzi che si possono fare di tale rete, dalla distribuzione di documenti alla condivisione di software, dall'accesso ai database alla "formazione" dei dipendenti, ecc. quando una parte della rete intranet viene resa accessibile a clienti, partner o altre persone esterne all'organizzazione, tale parte viene denominata extranet. 
intranet utilizza dunque il protocollo TCP/IP, lo stesso di cui usufruisce internet, ed è (potenzialmente) rivolto allo stesso mercato globale. non a caso, internet nasce come intranet militare, per poi mutare negli anni. tuttavia, essendo una struttura settorializzata entro i confini del servizio cui deve rispondere, intranet è una rete impattante a livello locale e non globale, pur avendone le potenzialità.
cosa manca a intranet rispetto al suo "fratello maggiore"? innanzitutto la ricchezza grafica: da un parte internet è ormai divenuta un contenitore (una discarica?) di immagini utili solo per veicolare informazione, senza un reale approfondimento. dall'altra intranet, che consente l'approfondimento delle informazioni e che, tuttavia, sembra un mondo abbandonato, graficamente povero.  
inoltre intranet funziona perlopiù sul luogo di lavoro, poichè non ha modalità di accesso remoto e quindi di connessione. 
ma sopra ogni cosa è la staticità è il primo vero limite di intranet, ovvero l'assenza di una diretta, di una sincronia con la realtà e di una sua conseguente codificazione. è impossibile interagire in misura multimediale con la realtà di intranet: non si possono inserire immagini, video o commenti. intranet si inserisce più nell'ambito della gestione del personale  e della comunicazione burocratica e di servizio che della comunicazione pubblica. ad oggi, mancano anche figure professionali in grado di creare social networking tra il centro (la dirigenza) e la periferia (i lavoratori). di conseguenza il lavoratore è poco propenso a sfruttare la rete intranet sia per le informazioni da reperire all'esterno sia per le comunicazioni interne, preferendo collegarsi ai siti web e ai social network tradizionali. e laddove la dirigenza neghi l'accesso al web esistono altri strumenti di interrelazione aziendale: le grandi aziende sono ormai tutte dotate di una propria radio, di una propria tv. le televisioni e le radio societarie (private e non) sono sistemi di comunicazione interna che mediano tra l'intranet vera e propria (che ha una funzione di servizio interno) e internet (che è una porta verso l'esterno).
la comunicazione interna ha il suo valore principale nella gestione delle conoscenze, allo scopo non di controllore i dipendenti ma di armonizzare la complessa struttura lavorativa. non esiste una buona comunicazione verso l'esterno (pubblicità, marketing, ricerca del consenso) se non c'è una buona comunicazione verso l'interno della propria organizzazione (anche a livello di fidelizzazione del "target" costituito dai dipendenti). sulla base di questo principio diventa fondamentale la condivisione interna delle informazioni. per questo ad oggi si stanno sviluppando scienze di infophilosophy, che analizzano i condizionamenti che l'informatica opera nella vita quotidiana e quanto il pubblico accetta (se non addirittura auspica) che questi condizionamenti si verifichino. sono scienze che studiano il tipo di messaggio che un'azienda deve essere capace di trasmettere sia verso l'interno sia verso l'esterno. 
siamo ancora lontani, tuttavia, da una professionalizzazione della intercomunicazione tra datore di lavoro e dipendente. mancano le capacità, la larghezza di vedute, la volontà. e mancano le figure professionali: non esiste la figura di un comunicatore che faccia reperire informazioni di lavoro sui cellulari aziendali attraverso lo strumento degli sms. o ancora, non esiste la figura del moderatore di chat (strumento preferibile alla e-mail per la possibilità di ricezione di un feedback immediato rispetto a quest'ultima).
è vero che esiste una tecnologia (ancora agli albori) come il telelavoro, strumento che consente di portare il proprio lavoro a casa e di portarlo a termine attraverso un pc e una connessione domestica. ma è uno strumento di comunicazione insufficiente perchè quasi unidirezionale, che consente il contatto, cioè, con uno o pochi. finchè si organizza una call conference, strumenti come skype o windows live messenger hanno una loro utilità, fruibilità, efficienza. ma quando si tratta di contattare più e più persone, queste vantaggiose caratteristiche si perdono: il telelavoro presuppone dei codici professionali assolutamente semplificati, che consentano una comunicazione chiara, inequivocabile. non è il caso di msn, che si configura come un codice di rapidità più che di comunicazione, e non è il caso di skype, che è un codice di relazione. 
per questo il telelavoro non è sufficiente, occorre un codice di mediazione che eviti una gestione difficoltosa e che, anche utilizzando strumenti quali la radio e la tv, sappia creare una rete di informazione e interazione. 

viva intranet (così, per concludere).

confronta: roberta picano


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8 commenti:

accursio venezia ha detto...

Gasperino! Ti offro un weekend in un centro di benessere e relax! Ma ritorna alle immagini ed ai colori! Ti ricordo anche che "cosa nostra" utilizza la rete intranet! Pizzini e compagnia bella!

il mahatma ha detto...

caro accursio, un ma firu cchiù, na me casa mi nni vogghiu iri :D

accursio venezia ha detto...

Gasperino! Parli in italiano che il suo dialetto non lo comprendo vee!!!

E certo arriva l'estate, il bagno a Mondello, il melone le granite, la rascatella poi??? Le serate alla tonnara Florio con il mojto e tanto ghiaccio!
Il sole a 40 gradi che ti cuoce la testa, i balli di gruppo e la musica latino americana!
Devi studiare che il lavoro ci aspetta! Prima il dovere poi il piacere! Venezia e Ingargiola!!! Quando il pane fa gola!!!

il mahatma ha detto...

ma io il mio dovere lo sto svolgendo al mio meglio. ma i colori a stu giru mi siddiavano :D

robs ha detto...

Lusingata di essere citata nel tuo blog...ma non c'è paragone!!!il tuo post è completo e preciso..il mio è solo una riflessione!Almeno ci compensiamo...caro gasperino:-)

il mahatma ha detto...

"solo" una riflessione come se riflettere non fosse poi così importante :D
potrei ribaltare la cosa: il tuo post è una tua riflessione, il mio è la rielaborazione degli appunti, di qualcosa che non è mio. ogni da (e ha dato) il suo contributo al "libro di testo". è un peccato che non si siano creati quei "vasi comunicanti" tra i nostri blog, se non negli ultimi tempi... sarebbe stato interessante!

il mahatma ha detto...

e, tra parentesi, il contenuto del tuo blog è tutto ben pensato, ci hai messo dentro "la testa", complimenti ;)

robs ha detto...

Hai ragione sarebbe stato interessante "comunicazione" tra i nostri blog, purtroppo, tranne che nella redazione dei post non ci ho messo la testa...ma potremmo continuare!che dici?ahah
:D
Intanto cominciamo con la comunicazione face to face!:)

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