martedì 15 giugno 2010

goal

il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
 
la folla - unita ebbrezza - par trabocchi
nel campo. intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.
 
presso la rete inviolata il portiere
- l'altro - è rimasto. ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
la sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
della festa - egli dice - anch'io son parte. 

                                                                   [umberto saba] 

ps: ringrazio andrea vighi per avermi fatto conoscere questa poesia. 


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2 commenti:

Nick Fochi ha detto...

Maurizio Compagnoni di Sky, invece di "Goal", ha scritto "Rete, rete, rete"

il mahatma ha detto...

buffone XD

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