giovedì 24 novembre 2011

I soldi ci sono ma finiscono altrove - Valerio Gualerzi, la Repubblica, 23 novembre 2011

Non è vero che mancano risorse economiche pubbliche per la messa in sicurezza del nostro territorio: i fondi ci sarebbero, ma vengono destinati ad altre finalità. Secondo un’elaborazione realizzata dalla Cgia di Mestre, solo l’1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese italiane all’erario e agli enti locali è destinato alla protezione dell’ambiente. Il restante 98,9% va a coprire altre voci di spesa.
Ad esempio a fronte di 41,29 miliardi di euro di gettito incassati nel 2009 (ultimo dato disponibile) dall’applicazione delle cosiddette ‘imposte ecologiche’ sull’energia, sui trasporti e sulle attività inquinanti, solo 459 milioni di euro sono andati a finanziare le spese per la protezione ambientale.
“Così come è successo nelle settimane scorse in Liguria ed in Toscana, anche il disastro ambientale che stiamo assistendo in queste ore nel messinese – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – è in parte causato dalla mancanza di attività manutentive e di messa in sicurezza del nostro territorio. Tuttavia, sostenere che queste sciagure accadono anche perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela del nostro territorio risulta difficile, soprattutto a fronte dei 41 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno dallo stato e dagli enti locali per la protezione dell’ambiente, di cui il 99% finisce invece a coprire altre voci di spesa. I soldi ci sono, peccato che ormai da quasi un ventennio vengano utilizzati per fare altre cose”.
“Insomma – conclude la Cgia – tutta quella sequenza di imposte spesso sconosciute che paghiamo quando facciamo il pieno alla nostra autovettura, quando paghiamo la bolletta della luce o del gas/metano, il bollo dell’auto o l’assicurazione della nostra auto non vanno a sostenere le attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte”.
Purtroppo nulla di nuovo, visto che – solo per citare due esempi – i soldi raccolti in bolletta per le rinnovabili servon in buona parte agli inceneritori e allo smaltimento del vecchio nucleare e gli aiuti per il clima finiscono anche per finanziare le centrali a carbone.



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