giovedì 15 marzo 2012

Il Garante Pizzetti: con il «salva Italia» privacy in pericolo, troppi controlli strappo allo stato di diritto - il Sole 24ore, 13 marzo 2012

Sulla limitazione, e successiva esclusione, dell'applicazione del Codice sul trattamento dei dati personali alle persone giuridiche (previste prima dal decreto sviluppo del 31 maggio 2011 e poi da quello «Salva Italia» del 6 dicembre), il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, si interroga se «si sia operato con sufficiente ponderazione. Finora - ha ricordato nel corso della sua relazione per la presentazione del volume "Sette anni di protezione dati in Italia" - noi potevamo assicurare alle imprese e alle persone giuridiche un alto livello di protezione. Oggi tutto questo non è più possibile».

Rischio aumento dello spread fra democrazie italiana e ocidentali
Per il Garante della privacy, la richiesta sempre più massiccia di accesso ai dati personali dei cittadini da parte degli uffici pubblici che combattono l'evasione fiscale o l'illegalità in settori come la previdenza è comprensibile, ma «è importante che si consideri questa una fase di emergenza dalla quale uscire al più presto perché può condurre a fenomeni di controllo sociale di dimensioni spaventose». Altrimenti «lo spread fra democrazia italiana e occidentali crescerebbe».

Le nuove norme sui controlli fiscali uno strappo allo Stato di diritto
Per Francesco Pizzetti, che oggi ha tracciato un bilancio dei sette anni trascorsi al vertice dell'Authority sulla riservatezza, le nuove norme sulla trasparenza amministrativa nei controlli fiscali rappresentano «strappi forti allo Stato di diritto». Da qui, l'appello a tenere sotto controllo «la spinta al controllo e all'acquisizione di informazioni sui comportamenti dei cittadini che cresce di giorno in giorno». È proprio dei sudditi «essere considerati dei potenziali mariuoli - ha proseguito Pizzetti -. È proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi. In uno Stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori». 

Cresce la spinta al controllo
«Sentiamo il bisogno di lanciare questo monito - ha aggiunto - anche perché vediamo che è in atto, a ogni livello dell'amministrazione, e specialmente in ambito locale, una spinta al controllo e all'acquisizione di informazioni sui comportamenti dei cittadini che cresce di giorno in giorno. Un fenomeno che, unito all' amministrazione digitale, a una concezione potenzialmente illimitata dell'open data e all'invocazione della trasparenza declinata come diritto di ogni cittadino di conoscere tutto, può condurre a fenomeni di controllo sociale di dimensioni spaventose». 

Privacy, nel 2011 358 violazioni e sanzioni per 3 milioni di euro
Nel 2011 l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha contestato 358 violazioni amministrative: una parte consistente ha riguardato le attività promozionali indesiderate, l'attivazione di servizi non richiesti e le strutture sanitarie pubbliche e private. Le violazioni segnalate all'autorità giudiziaria sono state 37 e le sanzioni amministrative riscosse ammontano a oltre 3 milioni di euro. È quanto emerge dal volume 'Sette anni di protezione dati in Italià, presentato oggi dall'Autorità, composta da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato, per celebrare la conclusione del mandato. 

L'Authority ha fornito riscontro a 3.668 quesiti
Nel 2011 sono stati adottati 519 i provvedimenti collegiali. L'Autorità ha fornito riscontro a 3668 tra quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento alle seguenti aree tematiche: telefonia, Internet e informatizzazione, sanità e servizi di assistenza sociale, videosorveglianza, rapporti di lavoro. Sono stati decisi 257 ricorsi, inerenti soprattutto a banche e società finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, attività di marketing sistemi di informazioni creditizie, operatori telefonici e telematici. 

Compiute 447 ispezioni
Raddoppiato rispetto all'anno precedente il numero dei pareri resi dal Collegio al Governo: sono stati 32 ed hanno riguardato, in particolare, la tutela della salute, la digitalizzazione del processo civile e penale, il lavoro e la previdenza, la formazione, la protezione civile e la sicurezza stradale, l'applicazione del Codice dell'amministrazione digitale e l'informatizzazione della P.A. Sono state compiute 447 ispezioni, effettuate in diversi settori: le strutture sanitarie pubbliche e private, i fornitori di servizi di pubblica utilità, il sistema della fiscalità, le società di marketing e le società che forniscono servizi informatici in modalità cloud computing. 

In aumento l'attività di relazione con il pubblico
L'attività di relazione con il pubblico è aumentata rispetto l'anno precedente: sono stati forniti oltre 31.200 riscontri tra contatti telefonici (13.000) ed e-mail esaminate (18.214), che hanno riguardato, in particolare, le problematiche legate al telemarketing, alle e-mail e ai fax indesiderati, ad Internet, alla videosorveglianza ed agli adempimenti in materia di protezione dei dati personali.


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