LE PAROLE COPERNICANE

     le parole copernicane sono le parole che ripristinano una realtà, che ribaltano un inganno, come tentò di fare nicolò copernico quando propose il suo sistema eliocentrico, sbugiardando quello tolemaico e rompendo secoli di false credenze e di erronee interpretazioni delle sacre scritture. 
     una rivoluzione geocentrica, contraria a quella copernicana e perdurante da almeno vent'anni nel nostro sventurato paese, vorrebbe celare ancora una volta la (o le) verità e gabbare i cittadini. è una rivoluzione scientifica, non nel senso epistemologico del termine ma metodologico di un'azione perseguita con energia inesauribile e strategia rigorosa, volta a un "capovolgimento dell'universo" che riguarda la lingua e i concetti anzichè lo spazio. la terra posta nuovamente al centro dell'orbita del sole e degli altri pianeti
     per riuscirci, la comica regia di chi ci governa e ci ha governati ha giudicato indispensabile riuscire a convincere la platea, a irretirla e a blandirla a sua insaputa. il cittadino ridotto al rango di suddito. arma dell'offesa non potevano (e non possono) che essere le parole: soprattutto quelle che un tempo avrebbero generato paura, diffidenza o disprezzo e che oggi, grazie a mefistofeliche operazioni cosmetico/stilistiche, sono state restaurate, estetizzate e ripresentate ai cittadini in forme suadenti e rassicuranti. perfino amichevoli. forme nuove, rese istituzionali attraverso leggi, dichiarazioni ufficiali di ministri, azioni di governo, modelli politici e comportamentali assunti. 
     ma la rivoluzione geocentrica non è stata responsabilità della sola politica. più in generale, l'ingorgo massmediatico nel quale viviamo (la trivialità della televisione, l'affastellamento informatico e nozionistico del web, ecc.) ci travolge ogni giorno con termini nuovi e insignificanti o con termini consuetudinari scarnificati del loro contenuto. il depauperamento della nostra lingua (e più in generale del linguaggio comunicativo) sembra inarrestabile.
     in questo spazio voglio raccogliere le "parole copernicane" e dare il mio modesto contributo per una restituzione di senso, una restaurazione di significante e significato originari di tante parole "deturpate". è una delle sfide più grandi che giornalisti e letterati possano trovarsi ad affrontare nell'italia odierna, terra di falsità e censure fin dai suoi primordi. dalla sopravvivenza della parola vera, ne sono profondamente convinto, dipende una buona parte del futuro della nostra nazione. 


le parole sono elencate in rigoroso ordine alfabetico. ove possibile, viene indicato "il reato" e "gli indiziati" per usurpazione delle parole, laddove individuati.
  1. assimilatele "assimilate" sono le fonti energetiche prodotte dagli inceneritori (o, con altra parola copernicana, dai termovalorizzatori), dagli impianti a carbone o, in certi casi, dalle raffinerie di petrolio. le fonti assimilate sono finanziate dai cittadini attraverso la bolletta dell'energia elettrica. paghi la luce del sole e finanzi l'immondizia (o, se sei interista, il petrolio di moratti). il meccanismo è molto semplice. da wikipedia veniamo a sapere che il 29 aprile 1992 il comitato interministeriale prezzi ha adottato la delibera 6 (più comunemente detta cip 6) "a seguito della legge n. 9 del 1991 (pubblicata sulla gazzetta ufficiale n°109 del 12 maggio 1992), con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate. la dizione assimilate fu aggiunta alla previsione originaria in sede di approvazione del provvedimento per includere fonti di vario tipo, non previste espressamente dalla normativa europea in materia. in conseguenza della "delibera cip 6", chi produce energia elettrica da fonti sia rinnovabili sia assimilate ha diritto a rivenderla al gestore dei servizi energetici a un prezzo superiore a quello di mercato". con il termine "assimilate", dunque, l'energia ricavata dagli inceneritori e dal petrolio viene inglobata nella stessa tipologia di fonti dell'eolico, del fotovoltaico e delle biomasse. vengono, appunto, rese simili, assimilate, come fossero (quasi) la stessa cosa (sul "dizionario treccani online": l'etimo deriva dal termine latino ad+simulare, far simile - e per traslato fare finta, fingere - composto della particella ad e dell'aggettivo similis). il tutto in spregio delle direttive della comunità europea. fino a questo momento sono andati a vuoto due tentativi di porre fine a questo scandalo: nel 2006 il governo prodi II in sede di discussione della manovra finanziaria garantì l'abolizione della cip 6, salvo poi incentivarla ulteriormente in sede di approvazione della stessa finanziaria, estendendo la cip 6 agli impianti "autorizzati al 31/12/2006", ovvero anche agli impianti ancora da costruire e non più soltanto a quelli già costruiti entro tale data. il secondo tentativo risale al giugno 2010,  quando una serie di decreti del ministero dello sviluppo economico si prometteva di chiudere le convenzioni con le aziende che usufruivano della cip 6. ministro ad interim - durato 153 giorni - era silvio berlusconi, dopo lo scandalo anemone e le dimissioni di claudio scajola, titolare del dicastero. di questi decreti non si ha più notizia e la cip 6 è ancora lì, nella nostra bolletta della luce. reato: appropriazione indebita di energia pulita finalizzata alla truffa. indiziati: governo andreotti VII, governo prodi II, governo berlusconi IV.
  2.  incapiente: contribuente che ha un reddito talmente basso da non poter presentare la denuncia dei redditi o che, pur presentandola, dispone di un reddito modesto e non deve allo stato alcuna imposta. in questo secondo caso l'incapiente non può trarre beneficio dalle detrazioni previste nella normativa fiscale. in definitiva, l'incapiente è un povero. domanda: perchè i ricchi non vengono definiti "capienti"? reato: occultamento di condizione sociale.
  3. costituito: come tutti sanno, in data 22 gennaio 2011 salvatore cuffaro, ex-presidente della regione sicilia, è stato condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato a cosa nostra siciliana e rivelazione di segreto istruttorio. subito dopo la condanna, dicono, cuffaro si è costituito ai carabinieri di sua spontanea volontà. anzi, ci avrebbe addirittura impartito "una grande lezione di dignità" (luca telese, il fatto quotidiano) e "di civiltà" (antonio esposito, il giudice che lo ha condannato!). innanzitutto, cuffaro non si è costituito sua sponte (neanche fosse un latitante finalmente redentosi) ma si è consegnato ai carabinieri andati a prelevarlo in seguito a giusta condanna, avendo presumibilmente da subito ideato la strategia della buona condotta, con la mente già proiettata agli sconti di pena richiedibili. la santificazione del martire cuffaro, iconizzato nell'immagine votiva del suo raccoglimento in chiesa in attesa della sentenza, è semplicemente vomitevole. accettare una sentenza o un procedimento istruttorio in modo composto dovrebbe essere considerato un comportamento ordinario, proprio di un paese civile. piuttosto, non è normale quel baillame di volgarità e strepitii che i politici ogni giorno ci propinano e ci infliggono come una pena dantesca. posso concordare sulla sensazione di eversione che suscita di questi tempi una reazione addirittura morigerata, ma la dignità è un'altra cosa. e poi voglio dire che NO!, non mi sento di ricevere alcuna lezione di dignità e civiltà (altre parole copernicane) da un individuo condannato per mafia e che ha devastato la sicilia con una politica dissenata in ogni settore, dalla sanità all'ambiente, dall'economia all'amministrazione pubblica, alla gestione delle risorse. nessun rispetto per un uomo così, che ha ancora in pendenza un'altra imputazione per mafia: stavolta a cuffaro viene contestato il reato, possibilmente ancora più grave, di concorso esterno in associazione mafiosa, nell'ambito di un'inchiesta-bis del sostituto procuratore di matteo. il prossimo 5 febbraio il gup di palermo, durante l'udienza preliminare, dovrà deliberare sul rinvio a giudizio di san totò (che dio l'abbia in gloria). reato: violenza aggravata nei confronti della dignità e della civiltà. indiziati: luca telese, il giornale di sicilia tutto, il giudice antonio esposito e tutti quelli che dal giorno della sentenza si sono espressi e si esprimeranno in questi termini.  
  4. lavoratore: il decreto legislativo 276/03, attuativo della legge 30/o3, all'articolo 2 (punto j) definisce il lavoratore "chi lavora o chi è in cerca di lavoro". grazie a questo articolo, dunque, il disoccupato italiano, al pari dello stagista, del cassaintegrato, dell'iscritto all'ufficio di collocamento, viene equiparato a un lavoratore regolarmente stipendiato. reato: occultamento di condizione sociale. indiziati: governo berlusconi II, primo firmatario ministro dell'interno roberto maroni, gruppo di lavoro coordinato dal sottosegretario al ministero del lavoro e delle politiche sociali maurizio sacconi e dal giuslavorista marco biagi
  5. prostituta: termine tristemente attuale, diffuso sui giornali assai più di altri (ben più essenziali) come lavoro, onestà, verità. in questa sede difendo il termine da un "attacco" che ha ricevuto da piero ostellino nel numero del corriere della sera dello scorso 19 gennaio. orbene, il termine "prostituta" si compone di due termini latini, il prefisso pro ("davanti") e il verbo statuere ("mettere in mostra, esporre"). è chiaro e immediato il riferimento alla coercizione che la donna subisce nell'atto di "essere esposta" davanti alla porta di un padrone e/o di un cliente. storicamente, la prostituta non esercita la propria "professione" in autonomia, ma in condizione di sottomissione (meglio sarebbe dire di schiavitù). tuttavia, nell'etimologia del termine non c'è alcun riferimento alla condizione, diciamo così, "mercantile" della sottomissione della donna. nel linguaggio comune, quando si dà "della prostituta" a una donna, non sempre la si vuole additare in modo letterario come "donna da strada" o "di facili costumi", ma anche come "donna senza scrupoli", "disonesta", subdola". se cercate non "prostituta" ma "puttana" (che è sinonimo) sul dizionario della lingua italiana "sabatini-coletti", del quale lo stesso corriere della sera offre agli utenti digitali la consultazione gratuita in rete, troverete che "puttana" è anche "epiteto ingiurioso rivolto a chi si comporta male, a chi è senza scrupoli". e invece no, per ostellino non è così. tornando all'input inziale, infatti, per l'insigne editorialista del corriere "una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia — diciamo così — partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta". per ostellino l'uso del proprio corpo al fine di un tornaconto personale è non solo legittimo ma anche difendibile da critiche e massacri mediatici. le sue farneticazioni, infatti, continuano così: "il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame o al capo ufficio per fare carriera. avere trasformato in prostitute — dopo averne intercettato le telefonate e fatto perquisire le abitazioni — le ragazze che frequentavano casa berlusconi, non è stata (solo) un’operazione giudiziaria, bensì (anche) una violazione della dignità di donne la cui sola colpa era quella di aver fatto, eventualmente, uso del proprio corpo. la pubblicazione delle loro fotografie — che corredate di nomi e cognomi sono adesso vere e proprie foto segnaletiche — da parte dei media, non è stata (solo) un fatto di cronaca; è stata (anche) una barbarie". eh no, caro ostellino, la barbarie la compi tu nel difendere quella che è a tutti gli effetti una degradazione della condizione femminile, così come ci viene (seppur violentemente) mostrata. l'idea, cioè, che per ottenere il tanto desiderato successo nella vita (ma sarà poi così salubre e fondamentale?) bisogna svendere se stessi e la propria dignità. e proprio di dignità lei parla nel titolo del suo pezzo, l'immagine dell'italia e la dignità delle istituzioni. ma la risposta migliore gliel'hanno data i suoi  stessi giornalisti, gentile editorialista, scrivendole e pubblicando la seguente lettera: "gentile direttore, abbiamo letto il suo fondo di mercoledì scorso, l'immagine dell’italia e la dignità delle istituzioni [...]. noi pensiamo che sia inaccettabile pensare che "la fortuna" di una ragazza risieda in una o più parti anatomiche da offrire al potente di turno, sia esso un professore o un politico, e che il mondo sia pieno di persone che s'impegnano per raggiungere risultati e far carriera conservando la propria dignità. legittime tutte e due le scelte: noi sosteniamo la seconda". ringrazio i giornalisti fautori di questa lettera. le affermazioni farneticanti di piero ostellino non meritano altro spazio nè commento.  reato: lesa dignità del corpo della donna. indiziato: piero ostellino, editorialista del corriere della sera.


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